Già apparsi in queste pagine qua e qua nascosti nei solchi di sempiterne compilations, i Bpeople erano probabilmente la quintessenza della no wave/post punk californiana, isterica e sintetica.
Sintetico sarò pure io: piazzo tutto il contenuto qua sotto. Primo E.P. che precede l' L.P. che uscirà qualche mese dopo. Scaricatelo o ascoltatelo su questa pagina. Insomma: fate un pò come cazzo vi pare
Brigittebardò bardò
Ciau!
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Su gentile richiesta ecco qua l' album d' esordio dei Wipers, power trio di Greg Sage e massimo contributo di Portland alla storia del punk-rock. Discone che erutta furore punk'n'roll allo stato puro e che non si priva di una forte componente melodica, verrà ristampato nel 1993 dalla Sub Pop, che li considera un pò gli antenati dell' etichetta. Da ascoltare e riascoltare in allegrezza
"Portland non ha mai avuto un gran giro rock, e pochissimo passato. I Wipers sono sbucati dal nulla. Portavamo camicie di flanella perché saremmo andati vestiti così comunque. Se vuoi proprio sapere che cosa pensavamo di Portland e della sua musica alternativa, sappi che siamo scappati a gambe levate a New York" (Greg Sage)
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Che bella questa mania che mi é presa di pubblicare degli E.P. compilation con tutto il contenuto in anteprima. Proprio una genialata. Da il massimo di opzioni a chi naviga fra queste pagine, in perfetta linea con la filosofia HC, ma soprattutto permette ad un vecchio rincoglionito come me di non perdersi in farruginose recensioni.
Volete sapere cosa contiene il disco? Schiacciate play!!
Ed il vecchio rincoglionito di cui sopra può finalmente fare la cosa che gli riesce meglio: parlare di stucchevoli dettagli fra i propri noiosissimi ricordi: questo E.P. lo comprai nei primi anni'90 da "AAAAARGH" del buon Max a Modena e l' ho consumato a furia di ascoltarlo. Era il pomeriggio dopo la famosa "2 giorni del pacco" alla Scintilla: in programma c' erano i Propagandhi la prima sera e i Legal weapon la sera dopo. Diedero forfait entrambi.... non suonò nessuno quei due giorni, ma non avevo mai visto la Scintilla così piena
Nostalgia canaglia
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Ci risiamo. Torna quel geniaccio di Andy Kerr su Vinil Brulé. E questa volta in (ottima) compagnia di un' altra presenza costante di questo blog. Chi é costui? Risponde al nome di Wilf Plum ed è un cospiratore sonoro che si divertiva a far sanguinare orecchie e cervelletti con la sua terrificante creatura chiamata Dog faced Hermans.
Due chitarre elettriche, due piccoli ampli, due microfoni, due paia di occhiali nerd-style per due amiconi chiusi in camera da qualche parte ad Amsterdam. Serve altro quando si é dei geni della musica? Pare proprio di no.
Less-is-more
So che non riesco ad essere obbiettivo quando si parla di mister K. quindi taccio e vi regalo questo disco.
Buon ascolto
320 kbps
Occristo quanto tempo é che non posto nulla. I have to ripigl' myself ed oggi, complice una giornata dal tempo caleidoscopico e dai repentini stop and go, rimpinguerò a dovere Vinil Brulé.
E lo faccio partendo un pò barando, ovvero con un disco che si recensisce da solo da quanto é bello.
Sì, mi piace vincere facile PONCI PONCI POPOPO'
Anzi, visto che ci siamo, truffiamo fino in fondo e pubblichiamo una sincera recensione (trovata in rete) scritta da uno a cui gli Adverts piacciono poco.
"E' il '78, durante il periodo di massimo splendore del Punk inglese, che
esce il primo album degli Adverts. Un disco che ancora al giorno d'oggi
rimane il più grande capolavoro del Punk '77: immenso, coinvolgente,
profondo, introspettivo e forte. Gli Adverts, guidati dal grandissimo TV
Smith, sfornano un classico senza tempo e un disco unico nel suo
genere! TV Smith è di sicuro uno dei migliori cantanti e songwriters che
il Punk Rock abbia mai avuto, la sua voce è a tratti profonda, ad altri
grintosa, in altri punti singhiozzante e triste, ma sempre
constraddistinta da quel suo timbro caldo. I testi sono intrisi di
emozioni, Smith mette dentro di loro tutte le incertezze, tutta la
spontaneità e il romanticismo di un giovane con voglia di libertà, il
Punk non viene inteso come nichilismo o rivolta sociale, la ribellione
di Smith avviene a livello più personale e intimo ed è questo insieme di
emotività che rende questo album così unico e speciale. Gaye Advert,
famosa per essere la prima "eroina" del Punk, ci regala un ottima
prestazione al basso, con quelle sue linee cupe, anticipando (anche in
fatto di look) quella che sarà la Dark Wave.
Howard Pickup risulta
particolare (ma comunque sempre ottimo) con le sue chitarre graffianti,
metà tra il dolce e il cattivo. Un altro tratto distintivo dell'album è
il forte contrasto di elementi apparentemente opposti, ma che in realtà
sono ciò che rendono quest'album perfetto: la poesia dolce e romantica
di Smith sposa a perfezione i ritmi incalzanti, le chitarre abrasive e
il basso inquietante dei pezzi. Dall'iniziale One Chord Wonders (inno
Punk '77 fatto col cuore) alla conclusiva e esplosiva Great British
Mistake l'album è in continua escalation, raggiungendo i suoi picchi
massimi in tracce come Bored Teenagers, No Time To Be 21, Drowning Men,
On Wheels e nella stupenda Gary Gilmore's Eyes (il mondo visto
attraverso gli occhi di un assassino, spaventosa!). Insomma, non
sprecherò mezzi voti per un disco simile, il massimo capolavoro del Punk
Rock inglese e un classico del Rock in generale, che però, purtroppo, è
ancora sottovalutato e sconosciuto a molti!
"...Eccoci qui, le prime bands provenienti da Pordenone. Noi siamo qui, non come Popstars, ma come qualsiasi Kid potrebbe fare, noi non siamo gli eroi delle case discografiche, noi siamo soltanto normali Kids che vogliono divertirsi e fregarsene dei nostri fratelli maggiori già con la barba e troppo presi ad organizzare 'Rock against racism', 'Rock against Nazi', 'Rock against' 'Rock against...'.Eccoci qui senza nessuna copertura politica, senza avere alle spalle le cosidette case discografiche ALTERNATIVE. Noi siamo qui, noi siamo i primi perchè siamo i migliori di tutti.
Non ne voglio sapere dei vostri discorsi impegnati. Noi siamo la BRAND NEW WAVE ...Spero di morire prima di diventare famoso, non vedo l'ora di diventare vecchio per morire perchè odio i politicanti, odio i giovani che sprecano la gioventù...Non credo nelle rivoluzioni, non sono un illuso, non sono un sognatore...odio le chitarre accordate, odio i gruppi famosi, odio i locali alla moda, sono contento di non essere finito negli scaffali della Rough Trade.
Non vedo l'ora di rimpiangere questi momenti! Sono contento di non essere capito perchè so che sarebbe la fine. Lo so bene che noi non siamo la nuova musica! Noi siamo soltanto i nuovi eroi-gli eroi del XX secolo - forse alla fine ne uscirò sconfitto, forse finirà male per me, ma se solo un Kid, alla fine, avesse capito quello che sto facendo, allora forse non avrei fatto tutto per niente. Voglio diventare una moda perchè sono stufo di piangere alla notte.
L'importante è dire cose assurde al momento sbagliato.
Miss Xox (1979)
"Non si può immaginare il movimento punk di Pordenone avulso dal contesto urbano. Il fenomeno musicale, e non solo, che passa sotto il nome di Great Complotto, è lo Stato di Naon (dal nome latino di Pordenone, Portum Naonis). E lo Stato di Naon non è altro che la proiezione dello stato d’animo che animava una parte della nuova generazione pordenonese, una nuova ondata che pensava sé stessa come una controparte creativa, moderna e misteriosa di una cittadina borghese, immobile ed ammuffita. Il profilo di Pordenone assume a poco a poco quei tratti fumettistici e quasi leggendari che fecero del capoluogo friulano una delle capitali del rock italiano. I giovani naoniani agivano nello spazio cittadino come all’interno di un teatro macroscopico, con un palcoscenico ed un retroscena, dove gli attori sociali si muovevano secondo il ruolo che era stato loro assegnato. Nascosto nelle stanze di antichi caseggiati nel cuore della città, o mimetizzato in mezzo ad una folla di ragazzi e ragazze radunati nel centro storico, c’era anche il necessario retroscena. Naturalmente questa rappresentazione ha come protagonista assoluto il Great Complotto che interagisce con le altre realtà aggregative presenti nel medesimo spazio urbano, con sullo sfondo una fauna giovanile eterogenea e fluida, uno stuolo di comparse illuminate dai riflettori non appena venivano sfiorate dalla vicenda del punk pordenonese.
L’esplorazione di questo enorme teatro, prima di lanciarsi alla scoperta degli attori sociali che agiscono sotto le luci della ribalta, inizia proprio da dietro le quinte, fra gli spazi angusti delle sale prove e le fredde vie del centro, dove giorno dopo giorno nacque, si sviluppò e terminò la stagione del Great Complotto."
Disco abbastanza fuori dalla norma per queste pagine, ma mi ha completamente rapito e non posso esimermi dal postarlo. Probabilmente a qualcuno non piacerà, ma sono straconvinto che non passerà inosservato dalla maggioranza. Metto subito le cose in chiaro: grossolanamente si può dire che è un disco pop-rock. Approfondendo un minimo si può dire che non è solo un disco pop-rock, ma un raffinato e profondo viaggio musical-onirico non scevro da svariate contaminazioni dalle quali attingere, all' occorrenza, per raggiungere lo scopo, per tuffare l' ascoltatore in un' altra dimensione a tutto tondo, che più va avanti più perde coerenza e si libera da canonici schemi musicali. Pennellate funky, sfondi psichedelici e rimembranze electro-pop anni '80. Il tutto è molto intimo ed evocativo, un benefico massaggio cerebrale.
Silenzio moderno
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