lunedì 15 novembre 2010

IFIX TCEN TCEN - Liquid party (Torino, 1989)

I funambolici Ifix Tcen Tcen (gli over 30 ricorderanno il "significato" del loro nome) nacquero da una costola dei Nerorgasmo come progetto demential-core parallelo: questo mitico "Liquid Party", in vinile coloratissimo e con una figa sbrodante in copertina, è in pratica una raccolta di pop-disco-hits anni ottanta riviste e corrette, ma direi meglio devastate con rigore tecnico pressoché perfetto, per la gioia delle orecchie malate di noi cultori del trash-punk.
Questo "Liquid party" è il classico disco che gli mena a tutti, in primis all'odiosissimo Maicòl Gècson (la sua "Bad" venne qui stuprata per la prima volta). Della vena impietosa degli Ifix fecero le spese anche i Bitòls, i Frènchi Gòs Tù Ollivùd, Madonna, Emì Stiùart e molti, moolti altri trucidoni loro pari. Non voglio manco rovinarvi la sorpresa dicendovi quali e quante popstar dell'epoca subirono l'onore di un disonorante remake da parte dei nostri.Aggiungo anche che le cover in questione sono inframmezzate da brutali intermezzi pubblicitari basati sulla rilettura cinica e aberrata di molti spot allora in voga nelle programmazioni della Rai o della Fininvest: Dal preservativo Hatù alla disgustosa Fruittella, morbida-da-mordere-al-gusto-della-frutta-uò-uò. Che i nostri ascoltassero gli Squallor?
Da segnalare tra gli inserti anche una cover dei Blue Vomit ("Io non sono come voi") e una dei Germs ("The slave"), più due brani originali degli Ifix Tcen Tcen che spaccano letteralmente il culo, ovvero l'iperveloce, narcisistica "Io mi amo" e la conclusiva, apocalittica "Grazie del passaggio". Che dire? Capolavoro. Arte pura. Pezzo da collezione obbligatorio per tutti.
Peccato solo che il seguito, intitolato "Oltre la collina" non sia stato assolutamente ai livelli del tremebondo esordio. Ma per un disco come "Liquid party" non ci sono parole.
320 Kbps



ECCOLO QUA

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