
In questa avventura solista Jay punta direttamente all’essenza del rock'n'roll: melodie angolari che si incastrano in testa, batterie sparate a mille e chitarre che macinano riff su riff. Suono che ricorda un pò i maledetti Dwarves, ma più solare e preciso.
Veramente un bel disco, sempre perfetto fra trame melodiche e piaghe spastic-core.
Prendetevi una breve ma intesa pausa da folkerie varie e glitchismi post-moderni per addentrarvi nel r’n’r più sguaiato in circolazione: il fantasma di Jay Reatard sarà ben lieto di rovesciarvi addosso un po’ di sangue.
320 Kbps
ECCOLO QUA
R.I.P. JAY (1980/2010)

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