martedì 28 dicembre 2010

STALAG 13 - In control (Oxnard, 1984)

Fra i più importanti gruppi HC di Oxnard ci sono senz' altro gli Stalag 13.
Suono di certo debitore di 7 seconds e Minor threat, ma anche creditore di gente come Uniform choice o Dag nasty per citarne due: coinvolgente, veloce, melodico e solidissimo HC ulteriormente amalgamato da un urlato "high pitched"
In due parole: puro Nardcore!!
Anche la copertina mi piace un casino

"A real solid, good-sounding LP taking up where Minor Threat left off with live your own life In Control lyrics. Hardcore of the best kind."
-Al Flipside, from Flipside #43, 1984
320 Kbps



ECCOLO QUA

giovedì 16 dicembre 2010

JAY REATARD - Singles (Memphis, 2006/2007)

Chiudiamo questo mini-ciclo celebrativo di Jay Reatard con la raccolta (pubblicata dalla In the red) dei singoli rimasterizzati.
Jay Reatard: un punk-rocker con la faccia da tenerone in fissa con le canzoni di senso compiuto, un terzo garage, un terzo punk 77, un terzo melodia che sommate in forme e misure diverse danno fuori ora garage rock dei Sixties, ora punk pieno, ora sixties pop in bassa fedeltà, ora r’n’r carico di blues.
320 Kbps



ECCOLO QUA

lunedì 6 dicembre 2010

THE LOCALS - You never have fun 7'' (New York, 1980)

Pop-punk davvero spettacolare per questa band semi-sconosciuta attiva nel circuito della Grande Mela dal 1979 al 1983. I Locals, usciti per la mitica Sing sing records, avevano la reputazione di essere una grandissima live band, oltre a possedere delle doti compositive fuori dal comune, aggiungo io.
"You never have fun" e "Yes or no" sono due pezzi eccezionali da sentire e risentire in eterno
320 Kbps



ECCOLO QUA

domenica 5 dicembre 2010

LOST SOUNDS - Outtakes & Demos vol.1 (Memphis '99->'01)



ora non mi sovviene l'anno, posso ipotizzare un primavera 2005..

una roccambolesca notte in treno, Genova-Roma, a tentare di stare svegli dopo la quinta volta che ti trovi con una pila che ti fruga nello scompartimento.

un non precisato giro per la citta' eterna (ora che mi ricordo, giovannipaolosecondo moribondo nel letto si aggrava ulteriormente appena mettiamo piede sul suolo romano. controllo su internet: si, si, primavera 2005. a sto giro, mi lancio: fine marzo).

una visita ad un museo dove una tipa fa improbabili mega-tele ad olio con riproduzione di mostruosita' e deformazioni umane assortite.

e ancora tre ore prima del viaggio di ritorno.

un'illuminazione mi fa riconoscere il nome della via in cui si trova SoulFood, negozio di dischi di cui sentivo parlare da un po', e da qui in poi i miei ricordi sfumano in una specie di sogno dall'ambientazione semiparadisiaca, tipo la pubblicita' del caffe' lavazza, grazie al cielo senza bonolis e laurenti.

dischi fighi ovunque, prezzi abbordabili anche. in contemporanea.

e 15 euro in tasca.

mi risveglio con un Frank Zappa da 10 euro in una mano, e un 7" dei CCM da 5 nell'altra.ma qualcosa non mi torna. le mie orecchie mi fanno scuotere la testa in segno di assenso, e non riconosco il motivo. "scusa ma questi che hai appena messo chi sono?"

e cosi' conosco i Lost Sounds, che poi sono il gruppo di Jay Reatard, e si sciolgono esattamente due mesi dopo. e sono mostruosamente fighi ma io li ignoravo del tutto.

una Memphis in paranoia tra garage e new wave, mai un pezzo uguale ad un altro, voci ferine e un pianetto sinth irresistibile. poi, chi mi conosce lo sa, a me con un piano mi comperi subito. (amemi' non si dice ma suonava meglio). i Phantom Limbs prima dei Phantom Limbs. ecco cosa sognano gli Alien Sex Fiend quando gli rimangono i peperoni sullo stomaco. come parte "Do You Wanna Kill Me", giovannipaolo ha un ulteriore tracollo. signori, questo e' furore.

il disco che compero, abbandonando (udite udite) Frank Zappa, e' una raccolta di out takes e demo ristampati dalla HateRecords, cioe' proprio dal tizio del negozio di dischi.

a lui va tutta la mia stima x averli raccolti e ristampati, e tutto il mio ringraziamento per il tempismo con cui li ha messi sul piatto quel pomeriggio.

a mio fratello va il merito di avere metodicamente scaricato l'intera discografia, spulciando qua' e la x la rete.

a voi invece va questo bel rippetto a 320 kbps, con cui inauguro anche Audacity, evviva il software libero sempre e comunque.


ECCOLO QUA


ps. per la cronaca, morto un papa se ne fa un altro. invece di Jay Reatard non ne fanno piu'.



lunedì 22 novembre 2010

COLA FREAKS - Dodt batteri 7" (Denmark, 2009)

I Cola freaks sono un interessantissimo combo danese di potente quanto originale post-punk suonato con attitudine decisamente hardcore e questo è il loro terzo singolo.
Mi ricordano alla lontana gruppi quali Wipers o Oblivians. Bravi davvero.
Parte dei Cola Freaks era nella band di Jay Reatard durante l' (ahimé) ultimo tour.
320 Kbps



ECCOLO QUA

martedì 16 novembre 2010

JAY REATARD - Blood visions (Memphis, 2006)

Il primo disco solista di Jay Reatard, voce, chitarra e synth dei grandissimi Lost sounds . Puro e duro rock'n'roll che si snoda in 15 pezzi che messi insieme non fanno neanche mezz’ora di musica.
In questa avventura solista Jay punta direttamente all’essenza del rock'n'roll: melodie angolari che si incastrano in testa, batterie sparate a mille e chitarre che macinano riff su riff. Suono che ricorda un pò i maledetti Dwarves, ma più solare e preciso.
Veramente un bel disco, sempre perfetto fra trame melodiche e piaghe spastic-core.
Prendetevi una breve ma intesa pausa da folkerie varie e glitchismi post-moderni per addentrarvi nel r’n’r più sguaiato in circolazione: il fantasma di Jay Reatard sarà ben lieto di rovesciarvi addosso un po’ di sangue.
320 Kbps





ECCOLO QUA

R.I.P. JAY (1980/2010)

lunedì 15 novembre 2010

INDIGESTI - Osservati dall' inganno (Vercelli, 1986)

Suono potente. Ritmi mozzafiato. Testi introspettivi. Questa è la formula degli indigesti. La prima, vera leggenda dell'hardcore punk italiano. Un pugno di ragazzi cresciuti sull'asse Vercelli-Biella-Torino che colpisce la scena indipendente italiana dei primi anni Ottanta con musica senza compromessi e live act infuocati. La band riesce nell'impresa di portare il proprio nome anche fuori dai confini nazionali. In Europa con una serie di furiosi tour in Germania, Olanda, Danimarca; Belgio, Svizzera e Francia; e poi negli Stati Uniti, con una formidabile tournée nel 1986: 23 concerti da costa a costa, da Filadelfia a San Francisco. Motore di quella sensazionale avventura, l' L.P. della band, "Osserva ti dall'inganno". Uno dei migliori lavori hardcore punk a livello mondiale: Dodici canzoni compresse come pallottole: una vera sfida lanciata al conformismo della nascente società dei mass-media. Un mondo vissuto con rabbia e analizzato in tutta le sue pericolose potenzialità da una band di giovanissimi, che ha saputo come pochi guardare nel cuore della società italiana e indicare i segni del suo male.
320 Kbps



ECCOLO QUA

IFIX TCEN TCEN - Liquid party (Torino, 1989)

I funambolici Ifix Tcen Tcen (gli over 30 ricorderanno il "significato" del loro nome) nacquero da una costola dei Nerorgasmo come progetto demential-core parallelo: questo mitico "Liquid Party", in vinile coloratissimo e con una figa sbrodante in copertina, è in pratica una raccolta di pop-disco-hits anni ottanta riviste e corrette, ma direi meglio devastate con rigore tecnico pressoché perfetto, per la gioia delle orecchie malate di noi cultori del trash-punk.
Questo "Liquid party" è il classico disco che gli mena a tutti, in primis all'odiosissimo Maicòl Gècson (la sua "Bad" venne qui stuprata per la prima volta). Della vena impietosa degli Ifix fecero le spese anche i Bitòls, i Frènchi Gòs Tù Ollivùd, Madonna, Emì Stiùart e molti, moolti altri trucidoni loro pari. Non voglio manco rovinarvi la sorpresa dicendovi quali e quante popstar dell'epoca subirono l'onore di un disonorante remake da parte dei nostri.Aggiungo anche che le cover in questione sono inframmezzate da brutali intermezzi pubblicitari basati sulla rilettura cinica e aberrata di molti spot allora in voga nelle programmazioni della Rai o della Fininvest: Dal preservativo Hatù alla disgustosa Fruittella, morbida-da-mordere-al-gusto-della-frutta-uò-uò. Che i nostri ascoltassero gli Squallor?
Da segnalare tra gli inserti anche una cover dei Blue Vomit ("Io non sono come voi") e una dei Germs ("The slave"), più due brani originali degli Ifix Tcen Tcen che spaccano letteralmente il culo, ovvero l'iperveloce, narcisistica "Io mi amo" e la conclusiva, apocalittica "Grazie del passaggio". Che dire? Capolavoro. Arte pura. Pezzo da collezione obbligatorio per tutti.
Peccato solo che il seguito, intitolato "Oltre la collina" non sia stato assolutamente ai livelli del tremebondo esordio. Ma per un disco come "Liquid party" non ci sono parole.
320 Kbps



ECCOLO QUA

giovedì 30 settembre 2010

HANK WILLIAMS III - Damn, right, rebel proud (Nashville, 2008)

Hank Williams III (III per i suoi fans, Shelton per sua mamma) secondo me è un distillatore clandestino, un contrabbandiere di liquori. L' alcool e la solitudine rappresentano il leitmotiv del suo country maledetto. Il country di III è, a sua volta, sanguigno, alcolico... spesso rude e venato di punk'n'roll, ma sa essere anche dolce, intenso e intimo e perdersi nelle infinite distese texane che fanno da eco alle contraddizioni dell' esistenza di un americano incazzato, disperato, agorafobico e completamente sballato.
Drinking and smoking all the time.
Questa è la dimensione da cui prende vita il countrypunk di Hank III, figlio e nipote di Hank Williams jr. ed Hank Williams, entrambi leggende del country.
Un disco a nervi scoperti da amare o da non capire, un disco che trasuda Bukowski ed americanità.
C' è pure un pezzo di 10 minuti dedicato a GG Allin che metto in anteprima
La leggerezza dell' american nightmare
Più di così.....
Ah sì.... 320 Kbps

I drink a lotta whiskey, smokin all the time
I'm gettin fucked up every god damn night
Everybody's doin cocaine and startin up fights
And I'm livin fast and hard and dyin hard with my god damn
Loaded fists of fury, doin what I do
And I'm spittin in your face because I'm dominatin you
Livin hard and doin time cuz I don't give a fuck
I've been beat down and thrown around and now you're out of luck

Punch...Fight, Fuck
Punch...Fight, Fuck
Punch...Fight, Fuck
Punch, Fight, Fuck

Well I'm always gettin loaded on the evil side of town
That's where I'm hangin out cuz I'm always feelin down
Livin fast and lonely, doin what I do
And I'm lookin for a whore gunna fuck her black and blue
My blood is like a poison, always raping you
Til I make you see a side that you never ever knew
Doin what I'm doin and I'm always fuckin hard
And I'm doin dope and smokin smoke and now I'm stealin cars

Punch...Fight, Fuck
Punch...Fight, Fuck
Punch...Fight, Fuck
Punch, Fight, Fuck

I drink a lotta whiskey, smokin all the time
I'm gettin fucked up every god damn night
Everybody's doin cocaine and startin up fights
And I'm livin fast and hard and diein young with my god damn
Loaded fists of fury, doin what I do
And I'm spittin in your face cuz I'm dominatin you
Livin hard and doin time cuz I don't give a fuck
I've been beat down and thrown around and now you're out of luck

Punch...Fight, Fuck
Punch...Fight, Fuck
Punch...Fight, Fuck
Punch, Fight, Fuck
Punch, Fight, Fuck


(And plus the fact that I don't fit into a certain genre, I don't fit in with this band or that band and I don't play this game or that game ya know, I don't kiss the political ass of the music system, I do it my way, above all, any way I feel, with anyone I can get who's willing to come along for the flight)


Pt. II



Well I drink a lot of whiskey and I'm smokin all the time
And I'm gettin fucked up every god damn night
Everybody's doin cocaine and startin up fights
And I'm livin fast and hard
And dyin young with my fists upright

Livin fast and lonely, doin what I do
And I'm spittin in your face because I'm dominatin you
Livin hard and doin time cause I don't give a fuck
And I've been beat down and thrown around
And now my friend you're out of luck

Cuz I Punch Fight Fuck (Punch Fight Fuck!)
Just to get me along (Just to get me stoned!)
I've done my share of raisin hell since the day I was born
Yeah I Punch Fight Fuck (Punch Fight Fuck!)
Just to get me along (Just to get me stoned!)
And I've done my share of raising hell ever since '71

I'm always gettin loaded on the evil side of time
That's where I'm hangin out cuz I'm always down
Livin fast and lonely and using what I use
And I'm lookin for a whore and I'm gonna fuck her black and blue

Cuz I Punch Fight Fuck (Punch Fight Fuck!)
Just to get me along (Just to get me stoned!)
Well I've done my share of raisin hell ever since the day I was born
Yeah I Punch Fight Fuck (Punch Fight Fuck!)
Just to get me along (Just to get me stoned!)
And I've done my share of raising hell ever since '71

Well I'm always fuckin drinkin, drinkin myself blind
Drinkin my own blood because I'm above the human kind
Don't give a fuck and I'm always fuckin mad
And don't you ever think about puttin me in your god damn rehab

My blood is like a poison always raping you
It's gonna make you see a side that you never fuckin knew
Doin what I'm doin and I'm always fuckin hard
And now I'm doin dope smokin smoke
Sometimes I gotta steal me a car

Cuz I Punch Fight Fuck (Punch Fight Fuck!)
Just to get me along (Just to get me stoned!)
I've done my share of raisin hell since the day I was born
Yeah I Punch Fight Fuck (Punch Fight Fuck!)
Just to get me along (Just to get me stoned!)
And I've done my share of raisin hell ever since '71
Yeah I've done my share of raisin hell ever since the day I was born



ECCOLO QUA

mercoledì 29 settembre 2010

V.A. - Hardcore evolution (Jungle hop, 1989)

Sono particolarmente legato a questo disco. Lo comprai a 15 anni alla fottutissima FNAC (Cosa ci facesse in mezzo a quei patinati ma putridi scaffali rimarra un mistero galattico alla stregua di Stonehenge) e lo consumai a furia di sentirlo e risentirlo. Telefonavo anche ai gruppi in esso contenuti senza sapere esattamente che cazzo dire loro, ma semplicemente perché mi sembrava una figata chiamarli mentre "suonavano" nella mia cameretta. O forse perché il foglio interno mi garbava parecchio.
1989. Francia. Hardcore evolution. Hardcore: la Maman comune. Evolution: l' interpretazione personale degli insegnamenti di Maman.
Les gnomes la vedono tiratissima, lisergica, e con frequenti sbalzi di tempo, arrivando addirittura a farle coniare un linguaggio alieno.
Gli Original disease prediligono il suo aspetto melodico e frizzante e non si stupirebbero affatto vedessero la Maman imbracciare uno skate.
Ora smetto con la metafora della Maman perché mi sto incasinando fin troppo e vado più schietto.
Dei lionesi Parkinson square abbiamo già parlato qua e in questo caso si ricdonfermano ad altissimi livelli con un pezzone bello pistato ed originale.
Anche dei grandissimi MST abbiamo già parlato qua ed anche in Hardcore evolution devastano ogni cosa.
Particolari i "terrificanti" Smegmatics che praticamente ci raccontano la trama di Shining su una lancinate colonna sonora di finissimo H/C old school. REDRUUUUUM!!
Old school anche per gli Infected youth, ma improntato più sul rigore di esecuzione. Tecnicissimi e precisi al micromillesimo.
I Flitox sono ufficialmente i Sick of it all francesi... un piacere per le orecchie.
Questi gli highlights di Hardcore evolution per quanto mi riguarda; il resto ve lo faccio scoprire da voi.
In anteprima vi beccate Les gnomes
Au revoir
320 Kbps



ECCOLO QUA

martedì 7 settembre 2010

MOJO NIXON - Gadzooks!!! The homemade bootleg

Dopo una lunga pausa riprende a pieno ritmo Vinil brulé. Per farmi perdonare dell' infinita attesa posto qui una chicca. Rarità, singoli e out-takes del figlio degenere del rock americano per antonomasia, ovvero Neill Kirby Mc. Millan Jr., in arte Mojo Nixon.
Qua troviamo rarità, out-takes, demos, pezzi apparsi in diverse compilations e qualche singolo.
Cowpunk assoluto che ha il sapore tanto dell' aria del North Carolina quanto degli abusi di sostanze stupefacenti. Assolutamente geniali i testi che vanno necessariamente letti durante l' ascolto per apprezzare appieno l' opera.

Wake up boys!
This is your life!
Come on son
well the vice principles always in your face
tellin you what to do.
That brainless twit can kiss my ass
Yaba-Daba-Do

Liberate a six-pack
I ain't goin' back cuz

Highschool is a prison
and you, you gotta get free!
Hey mom
the school prom
makes no history

Let me tell you
Well the fool go crazy and are ready to ride
it's your life,
you decide!
are you gonna explode
and make a cheerleader drool
or stay at home and be a fool
Cut your F(?) up to eleven
Blast 'em all, straight to heaven

Highschool is a prison
and you, you gotta get free!
Hey mom
the school prom
makes no history

I got a little history lesson for you
Let me tell ya'

Put some X-Lax in your english teachers food
Wanna see you runnin' through the halls
stark raving nude!

(???)rock is in your hand son
boy you better roll
You gotta make the shot
scream and drool
electrify their souls

Boy let me hear that you failed 'em
Son it's gonna be your (?)

Highschool is a prison
and you, you gotta get free!
Hey mom
the school prom
makes no history

Highschool is a prison
and you, you gotta get free!
Hey mom
the school prom
makes no history

History in the making,
oh!
alright,
yeah!

320 Kbps



ECCOLO QUA

THE SENSATIONAL ALEX HARVEY BAND - Next... (Glasgow, 1973)


allora. per cominciare, mentre leggete potreste gia' mettere a scaricare il disco, cosi' risparmiate tempo. tanto e' impossibile che ve ne pentiate.

gruppo semisconosciuto, ma assolutamente di straculto, con un frontman che e' la quintessenza del rock'n'roll: testi oltraggiosi (ain't nothing like a gang bang to blow away the blues), deliranti ma anche lucidi, voce stridente, e un'intramontabile maglietta a righe.

nonappena avrete finito di saltellare furiosamente al primo ascolto, potreste buttarvi su youtube per dare un'occhiata alle performance live del gruppo, cosi', per fugare ogni eventuale dubbio su quale sia stata la piu' grande band di Glasgow di tutti i tempi..

si, lo so, gli AC/DC sono di provenienza glaswegian, ma li annoveriamo come australiani in questo caso. resta il fatto che, vuoi per l'affinita' vocale, vuoi per il tiro ineccepibile, io sono convinta che Bon Scott sia stato un fan di Alex Harvey.

320 kbps




ECCOLO QUA!

giovedì 15 luglio 2010

SURF COASTERS - Samurai struck (Japan, 2005)

Semplicemente la più grande surf-band di tutto il terracquifero!
320 Kbps



ECCOLO QUA

giovedì 8 luglio 2010

DIDJITS - hey judester (1988)

dunque. tanto per cominciare, non intendo violare la privacy di questo gruppo rilasciando dichiarazioni su gente che nemmeno conosco, dichiarazioni che tra l'altro non posso neppure provare. tanto piu' che, come tutti ben sappiamo, la verita' nessuno la sa, neppure marzullo, ne' tantomeno la si ritrova nei libri di storia. per esempio, secondo voi io so qualcosa riguardo l'assassinio di kennedy? no. e se anche avessi saputo qualcosa riguardo l'assassinio di kennedy, potrei essere ancora qui a raccontarlo a voi, su questo blog? di nuovo, no.

" L'esigenza di ricercare la verità fu un tratto caratteristico già della filosofia greca, che per prima sollevò il problema dell'essere, ossia di ciò che veramente è. Il termine greco utilizzato per indicare la verità era ἀλεθεία, alethèia, la cui etimologia, come ha messo in luce Heidegger, significa «non nascondimento», in quanto è composta da alfa privativo (α-) più λέθος, lèthos, che vuol dire propriamente eliminazione dell'oscuramento, ovvero disvelamento."

da questo ne traiamo che, per giudicare se questo sia veramente un bel disco, bisogna innanzitutto disvelarne il suono. questo puo' essere fatto abbastanza semplicemente scaricandolo.

"Cartesio ritiene che criterio basilare della verità sia l'evidenza, ciò che appare semplicemente e indiscutibilmente certo, mediante l'intuito. La conoscenza sensibile è la prima ad essere messa in mora: non è bene fidarsi di chi ci ha già ingannato e potrà farlo ancora in seguito. Addirittura nel sonno capita di rappresentarsi cose che non esistono come se fossero vere. Perciò bisogna rifiutarsi di credere nei sensi."

quindi, il disco in questione potrebbe tranquillamente non essere un bel disco. per dirla tutta potrebbe anche non essere un disco.

"L'empirismo si sviluppò in contrapposizione al razionalismo, corrente filosofica il cui esponente principale è stato Cartesio. Secondo i razionalisti, la filosofia dovrebbe essere condotta tramite l'introspezione e il ragionamento deduttivo a priori. Secondo gli empiristi, invece, si considera alla base del metodo scientifico l'idea che le nostre teorie dovrebbero essere fondate sull'osservazione del mondo piuttosto che sull'intuito o sulla fede.

Popper ha coniato l'espressione razionalismo critico per descrivere il proprio approccio filosofico alla scienza. L'espressione implica il rifiuto dell'empirismo logico, dell'induttivismo e del verificazionismo. Popper afferma che le teorie scientifiche sono proposizioni universali, espresse al modo indicativo, la cui verosimiglianza può essere controllata solo indirettamente a partire dalle loro conseguenze. La conoscenza umana è di natura congetturale e ipotetica, e trae origine dall'attitudine dell'uomo di risolvere i problemi in cui si imbatte, intendendo per problema la contraddizione tra quanto previsto da una teoria e i fatti osservati."

giunti a questo punto, debbo concludere che non c'e altro modo di capire se questo sia un bel disco che l'ascoltarlo, e giudicare in seguito.




dice carducci sulla settimana enigmistica che c'era al cesso: "colui che, potendo dire una cosa in dieci parole, la dice in venti, io lo ritengo capace di cattive azioni."

il bagno e' in fondo a destra. grazie livido.

ECCOLO QUA


UPRIGHT CITIZENS - Bombs of peace (Germany, 1983)

Oggi non ho voglia di recensire un cazzo, ma questo disco è talmente meraviglioso che non posso non postarlo. Dio mio se spaccano il culo questi crucchi!!



 ECCOLO QUA

martedì 6 luglio 2010

TRICLOPS! - Out of Africa (Alternative tentacles, 2008)

Circolare, circolare.... qua non c' è nulla da commentare.
Visti al Babilonia qualche Livido fa.... roba da non credere! Brutali, onirici, geniali e mapporcoddio che grandi i triclops!
La cosa più bella accaduta alla musica "ultimamente" dopo gli Hellworms.
Non rompete i coglioni e scaricatevi sto discone della madonna, che è appena iniziata "Freedom tickler" ed io devo fare stage diving dalla scrivania.
320 Kbps




ECCOLO QUA

domenica 4 luglio 2010

ANGRY RED PLANET - Too much knowledge can be dangerous E.P. (Detroit, 1983)

Restiamo a Detroit e parliamo degl primo E.P. degli ecclettici Angry red planet capaci di produrre del punk dalle sfumature garage dotato di intelligenza fuori dal comune. Pesante e mid-tempo in "Apathy" e "Going nowhere slow", randellante e veloce in "You are one too" e in "Mummy from Hollywood". Un ottimo lavoro, altamente consigliato.
320 Kbps



ECCOLO QUA

mercoledì 30 giugno 2010

NECROS - Conquest for death + E.P.'s (Detroit, 1981-1983)

Anche i Necros da Maumee, Ohio, una frazione di Toledo che a sua volta è un lontano sobborgo residenziale di Detroit, sono stati fondamentali per la formazione di una scena a livello nazionale. Il paffuto cantante Barry Hennsler, il chitarrista Andy Wendler e il filiforme compagno di classe Todd Swalla erano tre fan di Nugent di estrazione borghese che avevano formato un gruppo punk al primo anno di liceo.
Poi un bel giorno la ferocità del primo E.P. dei Black flag mise a soqquadro il loro mondo.
Erano nati i Necros.
Il primo E.P., uscito nel 1981, fu anche la primissima uscita della Touch & go con 4 pezzi fra cui "Police brutality". Nello stesso anno anno uscì il secondo E.P. "IQ 32" di 9 pezzi.

Nel 1983 uscì invece l' L.P. "Conquest for death" che sancì lo stile chiaro e netto della band satollo di gusto basico HC.
Gruppazzo apribudella
320 Kbps



ECCOLO QUA

lunedì 28 giugno 2010

DETRITI - detriti (1993)

copio e incollo:

"I Detriti facevano essenzialmente un hardcore punk con un'indole spiccatamente free jazz. Musica spigolosa, frenetica, derivante da improvvisazione ma composta ed eseguita con tecnica rigorosa, il cantato urlato veloce o biascicato al limite delle possibilità, volutamente incomprensibile. Eppure i testi, spesso brevissimi, rivelavano una sorprendente profondità, sensibilità, fantasia e lucidità, capacità di analisi e allo stesso tempo di sintesi della realtà politica e sociale mai scontata, innovativi anche nella forma, raffigurando il tutto con un'immagine o un sentimento personale."

e io, che non saprei dire di meglio, me ne sto. chi ha gia' sentito il disco, concordera' con me che la definizione calza a pennello.
ma se dovessi rendere l'idea di cosa siano veramente i loro pezzi a qualcuno che non li ha mai sentiti, non potrei dire molto piu di questo: a me le canzoni dei detriti fanno l'effetto di uno starnuto. irresistibile, violentissimo e liberatorio.
pensavo alla foto in copertina: la diga del vajont. una serie infinita di cazzate umane culminata in un gigantesco starnuto cosmico. splash. e dopo, niente.
io dopo questo disco non riesco mai a sentire nient'altro.



in assoluto il disco che i miei coinquilini odiano di piu'.



ECCOLO QUA

mercoledì 23 giugno 2010

VON LMO - Tranceformer (Future language 2.001)

Da Scaruffi:
"La storia di Von Elmo (all'anagrafe Frankie Cavallo, nato nel 1954 a Brooklyn) e` avvolta in un alone di leggenda. Fu certamente un enfant prodige della batteria, attivo fin da ragazzino in un numero impressionante di gruppi: nei Funeral Of Art con l'organista Otto Von Ruggins intorno al 1970, nei Pumpo con il chitarrista Rudolph Grey dal 1972 al 1974, nei Why You Murder Me in duo (d'improvvisazione libera) con il solo Grey, nei Kongress con Von Ruggins e un mago australiano intorno dal 1976 al 1978; infine nei Red Transistor, di nuovo con Grey, ma questa volta all'organo e alla chitarra. Di questo gruppo usci` il singolo Not Bite/ We're Not Crazy (Forced Exposure) in pieno boom della new wave.
Poi, nel dicembre del 1978, nacque Von Lmo (lo pseudonimo e il complesso), che presto divenne l'attrazione principale del Max's Kansas City di New York, subentrando ai vari Johnny Thunders, Patty Smith e Talking Heads. Fu lui a suonare l'ultimo concerto prima che il locale fallisse, il 27 novembre 1981. Quel gruppo riusci` a registrare un album, sempre nel 1981: Future Language (Strazar, 1981). Il postumo Tranceformer (Munster, 2002) contiene sia l'album Future Language sia rarita` e inediti. Il loro stile venne da lui stesso definito "super space-age heavymetal dance rock". La componente psichedelica era evidente in canzoni-trip come Crash Landing '88 e Outside Of Time, mentre This Is Pop e Radio World erano indirizzate a un pubblico piu` ampio. Il disco era suonato con un'energia da maniaci, portando a compimento la missione che MC5 e Blue Cheer avevano abbozzato negli anni '60. In parallelo Von Lmo conduceva una carriera di musicista d'avanguardia che dava luogo a jam chilometriche (anche oltre l'ora di durata) in cui si usavano soltanto chitarre distorte al massimo del volume.
A causa del suo carattere scontroso e dell'abuso di stupefacenti Von Lmo si auto-emargino` pero` dal mondo discografico. Dopo quell'unica prova questo Sun Ra del rock and roll scomparve cosi` per diversi anni. La leggenda vuole che in un impeto di rabbia abbia distrutto tutte le copie rimaste del suo disco e tutte le fotografie dell'epoca. Durante gli anni '80, peraltro, la sua fama crebbe fino al punto da farne uno dei personaggi da culto della scena underground. Non solo diversi musicisti (in particolare i Plasmatics) iniziarono a copiare la sua musica e i suoi show, ma spuntarono fanzine dedicate a ricostruirne la storia. Per la cronaca, simile sorte tocco` a Grey, genio non meno incompreso, del quale soltanto negli anni '90 comparira` un nuovo singolo, Implosion '73/ Transformation (New Alliance), una sorta di free-jazz per feedback.
Nel luglio del 1991, improvvisamente, l'uomo riapparve in pubblico, per nulla cambiato. Il suo messaggio "cosmico" era rimasto lo stesso ("we transmit/ you intercept"), la musica era persino piu` forte. Nel febbraio del 1994 e` uscito finalmente un nuovo disco, Cosmic Interception (Variant), sul quale compaiono alcuni dei cavalli di battaglia di allora splendidamente aggiornati all'era dei cyberpunk.
Il suo stile e` rimasto un rock and roll a perdifiato cantato nel suo ruggito "nero", corazzato in eccessi degni degli MC5 e calato in strutture ballabili. La title-track, con gli staccato incalzanti delle tastiere di Otto Von Ruggins, riporta ai climi infernali dei Suicide, mentre la frase meccanica del sassofono di Juno Saturn e una ritmica ossessiva (la batteria di Bobby Ryan e il basso di Craig Coffin) fanno di Radio World un rhythm and blues per armate di robot. Anche i brani minori propongono sonorita` tanto classiche quanto deliranti: un altro balletto di sassofono e la chitarra stratosferica di Mike Kross propellono l'anti-discomusic di Ultraviolet Light; febbrile rockabilly e truce heavymetal si compenetrano nel messaggio galattico di Leave Your Body; l'atmosfera "sinfonica" e magniloquente di Inside Shadowland da` luogo a una sceneggiata fanta-horror.
Quasi tutti sono brani che potrebbero tranquillamente continuare per delle ore, essendo basati sulla ripetizione martellante di uno schema elementare. E' logico, quindi, che l'inno della banda, Be Yourself, sia trascinato per sei minuti da un galoppo sfrenato senza minime variazioni. Assordanti e frenetici, questi sabba sono devastati dallo stile pantagruelico di Saturn al sassofono, che e` una specie di onda cosmica di sottofondo, da ritmiche che sono cariche di tritolo, da riff di chitarra che sono palazzi di rumore. Su tanto cataclisma troneggia il canto roco e viscerale del leader, forte da far crepare le pareti della sua navicella spaziale. Senza prendere fiato una sola volta, il gruppo compie una delle scorribande piu` memorabili degli anni '90.
Di lui erano pero` passate alla leggenda soprattutto le esibizioni degli anni '80 nei Red Resistor, all'insegna del rumore piu` feroce. Non canzoni, ma lunghe jam improvvisate. Appunto il tipo di musica che Von Lmo esegue nel suo show dal vivo. Red Resistor (Variant, 1996) condensa quattro di questi show recenti.
Al confine fra Hawkwind e Gnome Von Lmo ha creato un genere esuberante e rinnovato la tradizione demenziale e sottoculturale dei Devo."
320 Kbps

 

ECCOLO QUA

WARDS - Don't make U.S. shooting the Pershing II E.P. (U.S., 1984)

Tutto quello che chiedete è inciso in questo stupefacente dischetto. Dannato punk dall' inizio alla fine senza un singolo momento noioso. Uno di quei dischi che fanno bene al morale
256 Kbps



ECCOLO QUA

martedì 22 giugno 2010

DOG FACED HERMANS - Menschen Fliegen (Germany, 1988)

Eccoci qua. Tra cinghie del giradischi e programmi per la compressione, praticamente state assistendo ad un parto podalico. La mia incontenibile gioia nel prendere parte al blog non ne esce minimamente sfiorata, comunque. Onoratissima. Non ci sono abbastanza grazie nella tastiera per Pavarotten.

Iniziamo subito barando, con una band gia' recensita, cosi' tanto per non sbilanciarsi. Sui Dog Faced Hermans niente da aggiungere a quanto gia' detto, ma parliamo del disco..questa edizione tedesca di "Humans Fly" (UK, sempre 1988), marchiata Constrictor, suscita un po' di curiosita' per l'interessante modo di riportare l'elenco dei brani sul retrocopertina: completamente a cazzo. Non sono affatto nell'ordine in cui appaiono nel disco, e gli stessi titoli cambiano anche un pochino. Confrontandolo con la versione britannica in compenso scopro che ci sono due brani in piu', gli ultimi due del lato B (uno dei quali cantato in italiano..ma non dico altro).
Lo avranno fatto di proposito per spiazzarmi, o, come dicono su alcuni siti, 'sto disco e' proprio una chicca? A voi l'ardua sentenza. Per conto mio e' imperdibile.
Merita mezzo minuto di raccoglimento.
320 Kbps




ECCOLO QUA

WIRE - Behind the curtain (Early versions 1977-1978 )

Ci spostiamo in Inghilterra e parliamo di un gruppo incredibile. Un gruppo che, nonostante si sia formato nel 1976 (l' anno in cui il punk emetteva i primi mugolii), ha sempre fatto del post-punk, o meglio faceva del punk britannico fra i più inusuali e moderni. A piccoli sprazzi, nell’arco di un minuto o due, gli Wire compongono un tipo di brano deviante, che trascende dalla furente immediatezza punk, e nasconde sempre un lato oscuro, non istantaneamente decifrabile; è come se la necessità di rivolta e emancipazione, adesso si trasformi in maggior desiderio di intimismo, senza che ciò cancelli del tutto le tematiche sonore della generazione del ’77 inglese. Un intimismo comunque, che non si rivela ancora in un incupimento dei suoni, ma viene espresso semmai dalla labirinticità del brano, che nonostante la sua corta durata stupisce per incoerenza, sorprende l’ascoltatore nel non concedergli mai ciò che si aspetterebbe, creando un senso di incapacità ad essere afferrato, un senso di disagio, che non scaturisce dalle atmosfere, come nel dark, ma viene evocato direttamente dall’impostazione strutturale del pezzo.L’incompiutezza è anch’essa una componente fondamentale dei primi Wire, e fa parte di quello stesso intento destabilizzante per cui niente arriva mai nel momento in cui te lo aspetti. Cosi ogni pezzo finisce laddove ti aspetteresti che abbia ancora molto da dire, ed è come se ogni volta la melodia portante, ridotta al minimo dell’espressione concedibile, sia fondamentalmente qualcosa di trascurabile, meno importante della distorsione formale a cui costantemente viene sottoposto il pezzo.
Il disco nello specifico è una sorta di Peel sessions, ovvero altri takes rispetto a quelli degli albums (i primi tre in questo caso) raccolti in un unica sessione.
320 Kbps



ECCOLO QUA

WHITE FLAG - Third strike (L.A., 1984)

Terzo L.P. di quei burloni dei White flag . Il migliore per quando mi riguarda: la roba precedente era troppo debitrice nei confronti dei Germs, mentre quella successiva, pur rimanendo di ottima qualità, tende a poppizzarsi eccessivamente. La carica qua è quella giusta e i pezzi sono tirati e le chitarre al vetriolo. Pur non prendendosi troppo sul serio, Al Bum, Pat Fear, Jello B. Afro e Tracy Element ogni tanto se ne uscivano con delle liriche (usando ovviamente il sarcasmo) che non le mandavano affatto a dire.
320 Kbps



ECCOLO QUA

Sempre più Vinilici

Vinil brulé raddoppia. Sono onoratissimo di avvalermi della grande collaborazione di Alietzsche, nota vinilomane della zona, che ci delizierà a breve con i rips dalla sua sterminata collezione di vinili.
Benvenuta, sorellina

venerdì 18 giugno 2010

ANGRY SAMOANS - Play the songs of VOM 7'' (L.A., 1999)

Ora di storia. Gli Angry Samoans, seminale e pionieristica band punk californiana, prima di chiamarsi Angry Samoans si chiamavano Vom
Con questo nome registrarono un demo di 6 pezzi nel 1978. Ed ecco che, ventun anni dopo, gli Angry Samoans decidono di riproporre due di questi sei pezzi (il perchè non li abbiano ripresi tutti e sei rimane un mistero) adeguandoli (leggi accelerandoli) allo stile odierno.
DRIIIIIIN. Fine dell' ora di storia.
320 Kbps




ECCOLO QUA

giovedì 17 giugno 2010

MOTTEK & RAWPOWER Split E.P. (Starving missile, Toxic shock, 1986)

L' interesse principale nel postare questo rarissimo split E.P., oltre a quello storico, è rappresentato dal pezzo dei tedeschi Mottek, in quanto i pezzi dei Raw power sono tutti presenti nell' E.P. Wop hour. Sarebbe superfluo parlare degli emiliani Raw power, mi limiterò a dirvi che il pezzo "shout" dei Mortek é ottimo davvero: spietato thrashcore come piaceva un pò a tutti nella seconda metà degli anni '80.
You are the victim!!
320 Kbps



ECCOLO QUA

martedì 15 giugno 2010

PRIVATE SCHOOL - Lost in action 7'' (Canada, 1979)



Dischetto di qualità dalla terra degli aceri. Frizzante punk rock molto personale arricchito da qualche pizzico di D.O.A. qua e là. Ottima anche la registrazione (che non guasta mai).
I Private school aprirono niente popò di meno che per i signori Police nel 1979.
Money, guns and power...FUCK YOU!


Rarissimo video della band

256 Kbps



ECCOLO QUA

lunedì 14 giugno 2010

RHINO 39 - Rhino 39 L.P. (Los Angeles, 1986)

Album omonimo per i californiani Rhino 39, che esce per la Triple X a distanza di 7 anni dal mitico 7'' Xerox/ No compromise dalla scuderia Dangerhouse, ma anche a 7 anni di distanza dalla tragica dipartita del cantante originale Dave Bratton. Jack Grishan decise di fondare i T.S.O.L. dopo aver visto i Rhino 39 dal vivo al suo compleanno.

Myspace

256 Kbps



ECCOLO QUA

venerdì 4 giugno 2010

V.A. - Someone's gonna get their head to believe in something (BYO, 1992)

Fusione di 2 importantissime compilations della scena della California del sud targate Better youth organization: "Someone got their head kicked in" del 1982 e "Something to believe in " del 1984. Nitida fotografia di una delle scene più esplosive della storia della musica e di un' etichetta fondamentale del punk. I pezzi degli Adolescents sono tratti dal demo pre-L.P.
Spettacolo allo stato puro

Tracklist:

Youth Brigade-Violence
Agression-Intense Energy
Battalion of Saints-Beefmasters
Joneses-Pill Box
Bad Religion-In The Night
Aggression-Dear John Letter
Battalion of Saints-No More Lies
Adolescents-Who's Who
Social Distortion-Mass Hysteria
Joneses-Graveyard Rock
Youth Brigade-Boys In The Brigade
Agression-Rat Race
Adolescents-Wrecking Crew
Youth Brigade-Look In The Mirror
Battalion of Saints-Cops Are Out
Nils-Scrathches & Needles
Rigor Mortis-Silent Scream
Big Boys-History
Kraut-Pyramids
Youth Brigade-Care
SNFU-Victims Of The Womanizer
Personality Crisis-Piss On You
Channel 3-Indian Summer
7 Seconds-Out of Touch
Stretch Marks-Foreign Policy
Smarties-San Francisco
Hungry For What-The War Goes On
Jr Gone Wild-Tragedy in E
Royal Crown Revue-Hey Pachuco
That's It-Who's Life Is It Anyway?
Youth Brigade-One in Five

320 Kbps



ECCOLO QUA

giovedì 3 giugno 2010

SHOVLHED - Stove boy serves daily special (Victoria, 1992)

Cosa aspettarsi da dei canadesi grandi amici di Victims family, Nomeansno e membri di Show business giants e Saturn's flea collar? Senza ombra di dubbio genialità. Ed infatti questo disco trasuda genio. Genio a 300 all' ora e a 360 gradi. Sarebbe riduttivo e irrispettoso definirlo blandamente funkycore; questo lunghissimo L.P. contiene 33 gemme di MUSICA. Libera ed umorale, disinvolta e disinibita, veloce ed attenta, giocosa ed irriverente, caleidoscopica ed imprevedibile. Un' esperienza più unica che rara. Un grandissimo gruppo
320 Kbps



ECCOLO QUA

martedì 1 giugno 2010

PAGANS - Shit street ( Cleveland, 1977-1979)

Di tutte le "classiche" punk bands, i Pagans sono forse la più sottostimata. Incredibilmente non sono stati capaci di dare alla luce un solo L.P. durante la loro prima incarnzaione, quella storica dal 1977 al 1979, ma hanno accumulato tanto di quell' ottimo materiale tale da rendere possibile la realizzazione della leggendaria compilation postuma "Buried alive", che uscì come un fulmine a ciel sereno nel 1986.
"Shit street", uscita nel 2001 per la Crypt records, è invece la raccolta definitiva di tutto il materiale originale della band con anche un live set di 13 pezzi risalente all' agosto del '79.
I Pagans sono nella mia top list dei classici '77. Sprezzanti almeno quanto i loro concittadini Dead boys, (ai quali li preferisco), i Pagans sono dei veri e propri poeti dei lerci sotteranei a stelle e strisce ed il 7'' che apre questa raccolta ("Streets where nobody lives"/"What's this shit called love") ne è la dimostrazione: uno dei più grandi singoli punk di sempre.
320 Kbps



ECCOLO QUA

giovedì 27 maggio 2010

TENPOLE TUDOR - Eddie, Old Bob, Dick and Gary (UK, 1981)

Correva l'anno 1981. I Tudor constavano di due chitarre + batteria + voce. Quest'ultima apparteneva al leader, l'istrionico, quasi acrobatico Edward Tudor-Pole (alias Eddie Tenpole), che si degnava ogni tanto di soffiare dentro a un sassofono o di violentare anche lui una chitarra. Ma il suo ruolo principale consisteva nel cantare indossando originali capi d'abbigliamento; in un concerto in Germania lo si vide per esempio con un cappellino busterkeatoniano, una bacchetta in mano e la faccia dipinta di un nero tigrato che tanto bene faceva risaltare l'azzurro dei suoi occhi ossessi.
Energia pura. Punk.
Il vero mestiere di Eddie Tudor-Pole (discendente diretto di Enrico VIII: un vero rampollo dei Royals inglesi!) è quello dell'attore. Lo era anche nel 1974, quando, con l'unico "bagaglio" musicale di uno smisurato amore per il rock'n'roll degli Anni '50, formò i Tenpole Tudor insieme al chitarrista Bob Kingston, al bassista Dick Crippen e all'occhialuto drummer Gary Long. Eddie non era propriamente un nuovo Chuck Berry, ma nemmeno un nuovo Johnny 'Rotten' Lydon, sebbene i Sex Pistols - e in particolare Sid Vicious, il quale però sarebbe tragicamente scomparso solo tre settimane dopo - avessero ad un certo momento pensato di assegnargli il posto lasciato vacante dal loro celebre cantante. La sua personalità sul palco era (ed è) comunque notevole. Gli erano soprattutto d'aiuto le sue qualità da commediante.
I Tenpole Tudor si esibirono insieme per anni, sempre scatenando un'elettricità a migliaia di volt, ma riuscirono a firmare un contratto con l'etichetta Stiff Records (dopo essere stati brevemente scritturati dalla Korova) solo dopo che Eddie apparve nel film sui, dei e con i Sex Pistols The Great Rock'n'Roll Swindle (1980). Con i Pistols, Tudor-Pole canta una cover terrificante di "Rock Around The Clock", nonché "The Great Rock'n'Roll Swindle" e l'ultima canzone del soundtrack: "Who Killed Bambi", scritta da lui medesimo.
Il loro primo album Eddie, Old Bob, Dick and Gary, insieme ai due 45 giri che ne furono tratti (Wunderbar" e "Swords of a Thousand Men"), fece registrare ottime vendite.
Un classico che non si può non avere.
320 Kbps



ECCOLO QUA